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Lunedì 20 Agosto 2012 - ore 18:00

ROMA-ARIS SALONICCO. TOTTI, OSVALDO E PJANIC I PIU' ISPIRATI

ROMA-ARIS SALONICCO. TOTTI, OSVALDO E PJANIC I PIU' ISPIRATI

ROMA-ARIS SALONICCO, L'ANALISI TATTICA  E LE PAGELLE -La prima Roma all'Olimpico dello ‘Zeman 2' fa il suo debutto (pur in gara amichevole) ricalcando le indicazioni di questi primi 45 giorni di lavoro che hanno regalato certezze sempre più consolidate sul valore della rosa e la qualità del suo gioco. Gioco, quello della Roma disegnata dal boemo, che fluisce ormai secondo automatismi e concetti sempre più chiari e definiti: molta elasticità in fase offensiva con Totti e Osvaldo che si scambiano spesso la posizione e incrociano sulla zona di centro-sinistra e con i due esterni difensivi, Piris e Balzaretti, che spingono in maniera equilibrata ed efficace, alternando la fase propositiva sempre e solo a seconda della fascia dove viene mosso il pallone. In questo caso l'esterno opposto stringe verso il centro del campo pronto a consentire alla linea di difendersi con 3 effettivi, e altresì pronto ad attivarsi in avanti in caso di cambio del fronte di gioco. La serata di ieri conferma come anche la Roma di Zeman ruoti attorno a De Rossi nel delicato ruolo di metodista, così come lo era stato nell'ultima Roma ‘enriquiana': il centrocampista rispetta tutte le consegne delle quali il boemo lo investe e le impreziosisce dall'alto della sua classe. Il ritmo della gara da parte della Roma è elevatissimo, tanto da indurre talvolta all'errore (specie nell'ultimo passaggio) qualche giocatore, e la condizione atletica della squadra è sicuramente vicinissima alla percentuale massimale. Da apprezzare l'attacco della profondità con la quale i giocatori senza palla si propongono ogni qualvolta il compagno è orientato alla porta avversaria, obbligando all'allungarsi dello schieramento avversario stesso e alla creazione degli spazi; da segnalare, infine, la grande attenzione e organizzazione sulle palle inattive (una nota dolente per larghi tratti della scorsa stagione) sia a favore che contro, dove in occasione dei calci d'angolo contro si assiste ad una disposizione a zona lungo la linea dell'area di porta(con 4 giocatori) e ricerca della densità nell'imbuto centrale.

Analizziamo i 90' minuti di tutti i giocatori impiegati da Zeman in Roma-Aris Salonicco:

STEKELENBURG: pressoché inoperoso per la totalità della gara, si fa trovare pronto quando si presenta davanti a lui l'attaccante che ha eluso la tattica del fuorigioco nell'unica occasione greca della partita dopo 20 minuti. Voto: NG

PIRIS: una spinta di grande prestanza e prepotenza atletica (a dispetto della conformazione fisica) che non sempre culmina con traversoni importanti, ma che diventerà estremamente concreta ed efficace a breve quando la condizione gli consentirà di guadagnare, con lo spunto e il suo cambio di passo, lo spazio necessario per l'esecuzione del gesto tecnico; grande attenzione nella fase difensiva derivante dalla sua scuola di stampo paraguaiano, storicamente la meno allegra del Sudamerica nella sua interpretazione. Voto: 6,5

BALZARETTI: la sua spinta si esaurisce entro l'ora di gioco, quella che al momento è nelle sue possibilità, ma lo stesso dicasi per quanto espresso sopra per Piris, rispetto al quale riesce a mettere più traversoni; peraltro alcuni di essi non sono sempre esatti come esecuzione (radente o aerea) risultando a mezza altezza e sempre difficili da impattare in maniera agevole; la sua attenzione difensiva completa la comunque più che sufficiente prestazione dell'ex Palermo. Voto: 6,5

DE ROSSI: la sua presenza e importanza, è la chiave che può consentire alla Roma attuale di competere da subito per il traguardo massimo, in maniera inequivocabile; la sua eventuale cessione farebbe precipitare il contesto tecnico irrimediabilmente. Zeman gli consegna il centrocampo chiedendogli di esprimersi secondo le sue caratteristiche e lui risponde con una gara perfetta in entrambe le fasi, distribuendo con precisione i flussi di gioco della manovra iniziale e proteggendo la coppia centrale come nell'ultima edizione ‘enriquiana'; l'unica differenza è la costruzione successiva alla preparazione alle finalizzazioni che lo vedono spettatore, essendo i protagonisti i due centrocampisti esterni: qui si tratterà di capire quanto il boemo possa accettare la sua estraneità alla manovra nel caso continui a chiedergli più intraprendenza offensiva pur giocando da metodista. Voto: 6,5

BURDISSO: una gara sufficiente, vista anche la pochezza della proposta offensiva ellenica, sulla quale grava un errore imperdonabile di lettura della situazione (ritarda la salita e l'allineamento coi compagni) con la quale tiene in gioco l'attaccante greco che si invola solitario al 20' del 1° tempo verso la porta. Voto: 6

CASTAN: la sua gara brilla per buona lettura delle situazioni e fisicità nel farsi sentire nei confronti degli avanti greci che transitano nella sua zona, ben presto disinnescati e demoralizzati dall'uscire sconfitti in ogni duello aereo e fisico; con Burdisso e De Rossi potrebbe presto formare un asse centrale non facilmente superabile per gli avversari di qualsiasi levatura. Voto: 6,5

BRADLEY: la sua gara vive un chiaroscuro molto accentuato, laddove brilla in fase offensiva nei movimenti senza palla (specie di attacco alla porta) e di smarcamento, ma spesso approssimativo in fase di disimpegno quando perde qualche pallone di troppo in maniera anche banale; sempre attento comunque in fase difensiva. Il gol gli alza la media di un mezzo punto. Voto: 6,5

PJANIC: il giocatore più ispirato della linea mediana, quello che impreziosisce la fase centrale della manovra, la preparazione all'ingresso negli ultimi 25 metri; in fase difensiva aspettiamo avversari più attendibili per valutare il suo apporto e le eventuali difficoltà portate agli equilibri della squadra. Voto: 7

NICO LOPEZ: qualche sprazzo, ma la netta sensazione che probabilmente sia ancora presto per consegnargli una maglia da titolare; il suo avversario diretto non gli consente praticamente mai di prendere velocità e difficilmente si fa sorprendere alle spalle, obbligandolo a ricevere troppo spesso la palla non orientato positivamente. Talvolta crea qualche problema al movimento senza palla di Bradley che opera nella catena di gioco dalla sua parte. Voto: 6

OSVALDO: la sua condizione fisica ottimale e l'investitura definitiva del boemo a titolare pressoché indiscusso lo libera degli indugi e l'impressione è che la sua posizione centrale prediletta possa presto diventare una consacrazione attesa e anche meritata; la rapidità di esecuzione con la quale fulmina (agevolato dalla leggerezza del difensore greco) il portiere dai 16 metri conferma quanto appena detto; i movimenti ad allungare lo schieramento avversario sono sempre opportuni e portati coi tempi giusti. Voto: 7

TOTTI: chiusura noblesse oblige con il capitano che delizia la platea con una gara nella quale brilla per quantità industriali di passaggi filtranti effettuati, con aperture e giocate sempre opportune e con una condizione fisica che, nonostante abbia subito una flessione per le note noie articolari, sembra assolutamente in grado di consentirgli una tenuta adeguata e continuativa. Voto: 7

I cambi della ripresa, nonostante i 30 minuti a disposizione, dimostrano che, probabilmente, i primi 11 scesi in campo (se si eccettua Nico Lopez), con l'aggiunta di Destro, costituiscono l'undici titolare che il boemo ha in mente che già aveva fatto intendere molto chiaramente in alcune interviste estive.

La Redazione di Romanews.eu

 

 

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I COMMENTI DEI LETTORI (3)

20 Agosto 2012   14:21
Vincent Vega
Ma scherziamo! era solo un amichevole estiva ma Pjanic è andato malino come Bradley e Nico Lopez. Glia altri voti vanno tutti abbassati di mezzo punto. Continuo a pensare che ci servirebbe un centrale difensivo forte.
20 Agosto 2012   13:47
giac
L'articolo della redazione è scritto bene , con competenza ed approfondimenti tecnico/tattici assai interessanti ( peccato non sia firmato). Dissento, come Dario, nella valutazione della prestazione di Pjanic, troppo falloso nell'impostazione e discontinuo, più votato a cercare le ripartenze che ad interdire; ugualmente Bradley mi ha fatto disperare nel primo tempo per una serie infinita di errori di misura nelle varie impostazioni. é in quella zona, nella copertura, che siamo , secondo me, a rischio. non che rimpianga Cago.........................
20 Agosto 2012   12:05
Dario
Pjanic ispirato ieri mi sembra veramente un eresia , mi ha fatto rimpiangere fortemente pizarro , ha perso e buttato palloni in quantità industriale , lo stimo molto come giocatore m ma certe volte è assurdo il modo come sbaglia le partite ..di certo assegnargli un 7 è follia pura.
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