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Venerdì 11 Maggio 2012 - ore 12:58

BALDINI: "Non do le dimissioni ma rimetterò il mio mandato al giudizio del CdA"


LE PAROLE DI BALDINI - Il dg giallorosso Franco Baldini ha rilasciato, in mattinata, un'intervista esclusiva a SkyTg24. Il dirigente giallorosso è tornato sul tema allenatore e, in particolare, ha spiegato i motivi legati all'addio di Luis Enrique alla Roma. Queste le sue dichiarazioni integrali (parola per parola) all'emittente satellitare:


Luis Enrique se ne va allora?
"Direi proprio di sì. Ha voluto dirlo per prima alla squadra, perchè sono stati suoi interlocutori per tutto l'anno. Ci ha tenuto che lo sapessero per primi, anche se ovviamente a noi lo aveva detto già da un pò. Qualcuno aveva detto che ci ha lasciato in bagno maria, così non è stato. Dopo la partita con la Fiorentina avevo avuto un lungo colloquio con lui e aveva manifestato con certezza il suo intendimento. Sono io che gli ho chiesto di lasciarci a bagno maria. Dopo la mini-contestazione, anche se devo dire con toni inusuali per questa città, persino garbati, gli ho detto 'Pensaci, non credo sia il giorno giusto. Sei stato in grado di suscitare un sacco di interesse'. Tanti si sono divisi sul suo operato, che continuo a considerare molto buono. Per questo gli abbiamo dato tutto il tempo di cui avrebbe avuto bisogno e di arrivare alla fine del campionato e, se avesse voluto mantenere questo tipo di proposito, avrebbe potuto farlo".


 Spesso in conferenza stampa ha detto che sarebbe rimasto cinque anni. Cosa è cambiato? Sono non aver raggiunto i risultati o cosa?
“Ovviamente per uno che vive così visceralmente il proprio mestiere, e basta vederlo per capire che mette ogni stilla di sè stesso in tutto quello che fa, i risultati non possono non aver avuto un’influenza. Nelle conferenze ha detto che sì sarebbe rimasto cinque anni, ma anche che 'è un giorno in meno alla fine che ci separa'. In realtà quello che credo sia successo, ma lo spiegherà meglio lui visto che domattina ha una conferenza stampa, è proprio una consunzione fisica, aveva un dispendio di energie che a un certo punto lo ha fiaccato e che gli ha fatto dire 'fermi un attimo, ho bisogno di fermarmi'. Infatti dalle sue parole si evincerà che quest’anno non allenerà per esempio".


Il suo fallimento tecnico è stata una scelta sua, si sente deluso?
'In tribuna col Napoli a uno che mi diceva 'mandalo via' io dicevo che piuttosto andavo via io. Fino all'ultimo secondo abbiamo cercato in tutte le maniere di trattenerlo. Per quanto riguarda le mie dimissioni, paradossalmente non lo posso fare perchè sarebbe come premiarmi in una maniera che in questo momento non merito. Non posso sottrarmi dalle mie respondabilità. Mi ero legato molto a lui e a questo progetto. Ma scusate, il progetto non è fallito, scusate se mi permetto di dire questa cosa, quella che era la nostra intenzione era quello di proporre un certo tipo di calcio, provarlo a farlo e farlo con una persona che ritenevamo fosse in grado di farlo. Tanto per dire una cosa: ieri sono uscite le statistiche della Lega che parlano della qualità del gioco. Al momento taccio sui numeri difensivi, perchè al momento mi conviene. Ma per quanto riguarda le statistiche sulla qualità del gioco, la Roma è prima nel possesso della palla, della supremazia territoriale, la squadra è terza dietro a Juve e Milan in tutte le altre statistiche e questo parla della qualità del gioco. Il fallimento è più percepito alla fine per l'andamento altalenante in questo campionato".


Si riparte con Montella? Quando ci sarà l'annuncio ufficiale del nuovo allenatore della Roma?
"Questo non lo so dire. Ovviamente da quando sapevo in prima persona - e non erano in molti a saperlo -  che lui se ne sarebbe voluto andare, il nostro dovere era pensare alle alternative. Quindi abbiamo visto e pensato a tanti nomi, ma non è stato contattato ancora nessuno perchè non era il tempo".


I tifosi si aspettano grandi investimenti: garantisce che la proprietà americana voglia investire ancora su questa squadra?
"Io so che lo vuole fare perchè questo era il loro proponimento fin dall'inizio e non credo che si possano tirarsi indietro dopo aver speso così tanti soldi per risanare la situzione debitoria della Roma. Lunedì ci sarà un cda, dove fra l'altro non tutti sono contentissimi del mio operato e in questo caso, questa sì è una mia responsabilità, rimetterò il mio mandato al loro giudizio,
pur avendo un contratto di 4 anni se non sono contenti saluto e me ne vado tranquillamente. Non significa dare le dimissioni cosa che di spontanea volontà non faccio".


Pep Guardiola è un sogno?
"Ovviamente sì, era quel tipo di proposta. Già lo avevo contattato ormai un anno fa. Gli avevo detto: 'se ti sei stancato di vincere facile vieni da noi'. Ma evidentemete non è venuto. Parlare di Pep Guardiola è pura fantascienza".


(Fine)

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