Torino-Roma: incroci e dubbi (o croci) di mercato

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TORINO-ROMA , IL FACCIA A FACCIA – Smaltita l’euforia di una notte da leoni in campo europeo, la Roma giunge a Torino con lo spirito infarcito di consapevolezza. La squadra di Mihajlović, dopo un ottimo inizio di campionato, ha subito una battuta d’arresto, incassando una bruciante sconfitta con la Juventus e due pareggi, rispettivamente con Hellas Verona e Crotone. I giallorossi ripartono da ciò che di convincente c’è stato nel match con il Napoli e dalla frizzante prestazione di Stamford Bridge: domani non vincere segnerebbe una pesante regressione nel tentativo di scalata ai vertici della classifica. Torino-Roma è anche la sfida degli ex, da Umar Sadiq a Bruno Peres, passando per Ljajic e Iago Falque, sono stati molti gli episodi di mercato intarsiati su quest’asse. Il più recente riguarda la prima punta nigeriana, classe 1997, un gigante di 192 cm di altezza voluto da Cairo per ricoprire il ruolo di vice Belotti. Sadiq è in prestito dalla Roma con diritto di riscatto da parte del Torino (fissato a 6 milioni) e contro-riscatto a favore della società giallorossa (intorno agli 8 milioni) . Il presidente granata ha puntato molto su di lui e a pochi giorni dalla fine dell’ultima sessione di mercato ha potuto dargli il benvenuto: “Ha vinto il bronzo alle Olimpiadi di Rio con la Nigeria, è un centravanti che ha già maturato una buona esperienza. Lo ritengo un talento emergente del nostro calcio”.

LA GIUSTA DIMENSIONE – È quella che sembrano aver trovato Ljajic e Iago Falque in granata. Il primo è un talento inesploso (o inesplorato?), il secondo annovera meno colpi nel repertorio ma sa sfruttare più concretamente le sue qualità. Entrambi sono giunti a Torino nel luglio del 2016 dopo una lunga trattativa; il serbo è stato pagato 8.5 milioni più 0.5 di bonus, lo spagnolo è arrivato in prestito con diritto di riscatto fissato a 6 milioni ed esercitato da Cairo con sei mesi di anticipo sulla scadenza, a gennaio del 2017. Ljajic e Falque non hanno saltato una partita con la maglia del Toro in questa stagione, sono a quota 3 gol in campionato insieme a Belotti, attualmente ai box per una lesione di secondo grado al legamento del ginocchio destro. Che a Torino abbiano trovato la giusta dimensione lo dimostrano anche i numeri dello scorso anno, che sostanzialmente si equivalgono: 33 presenze per il serbo condite da 10 gol, 35 quelle per lo spagnolo con 12 centri.

BRUNO PERES, UN PARAGRAFO A PARTE – “Lo richiamo perché deve fare dei determinati movimenti, i rimproveri sono positivi, se gli sto dietro è perché ci tengo. Vedo in lui grande voglia di lavorare, si è impegnato molto anche in copertura ed è proprio lì che deve migliorare: se imparerà a difendere, attaccherà meglio”. Così si esprimeva sul suo conto mister Di Francesco l’11 luglio scorso, a margine dell’amichevole vinta dai giallorossi 8-0 con la selezione locale del Pinzolo, durante il ritiro in Val Rendena. Bruno Peres è approdato nella capitale poco più di un anno fa, ha un contratto quinquennale e percepisce circa 2 milioni all’anno più premi. Fra prestito oneroso (1 milione), riscatto fissato a 12.5 e bonus legati al raggiungimento di determinati obiettivi sportivi per un massimo di 1.5 milioni, la Roma ha versato nelle casse del Torino quasi 15 milioni di euro, con i granata che possono vantare, inoltre, una percentuale sulla futura rivendita del giocatore. Sempre in affanno, disorientato, è uno dei pochi nei della Roma di Di Francesco, almeno per quanto visto fino ad ora. Intanto Karsdorp scalpita.

Paolo Sparla

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