Ecco il Qarabag. La Roma punta Baku per dare un taglio al passato

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QARABAG – ROMA, IL FACCIA A FACCIA – Seconda giornata del gruppo C di Champions League: la Roma vola verso l’Azeirbaijan, direzione Baku (si legge Bakù), per sfatare alcuni miti e dare uno strappo alla sequenza negativa di risultati ottenuti in Champions League e più in generale in Europa negli ultimi anni. La capitale azera si estende su una baia naturale che dà sul Mar Caspio, conserva ancora alcuni tratti tipici sovietici ma cerca di distaccarsene: la città vecchia si sta trasformando in un hub di grattacieli che conferiscono allo skyline connotati architettonici progressisti. Roma non è così, è reazionaria, gli ultimi interventi modernizzatori sul suolo capitolino risalgono pressapoco ai tempi del fascismo. Ma la Roma di Di Francesco è ben altra storia. Se i giallorossi prima faticavano con le “piccole”, le ultime tre partite di campionato sembrano poter ribaltare quest’assioma. Le sfide contro Verona, Benevento e Udinese hanno consegnato agli occhi degli osservatori una Roma pragmatica, affamata, poco indulgente e a tratti persino duttile, proteiforme, in grado di cambiare volto a partita in corso; una Roma che se c’è da soffrire (questo in particolare nel confronto con l’Atletico) soffre riparandosi dai colpi degli avversari sotto quella scorza dura e tipicamente abruzzese che Di Francesco gli sta cucendo addosso.

IL CONFRONTO – Dunque, sarà una partita dal risultato già scritto? Difficile a dirsi, le carte in tavola parlerebbero chiaro, la rosa della Roma è di un altro livello e il solo Gonalons vanta più presenze in Champions League (29) di tutta la squadra azera, ma i recenti trascorsi europei dei giallorossi ci impongono una più che ragionata cautela. L’ultima vittoria in trasferta della Roma formato Champions è datata addirittura 2010, quando la squadra di mister Ranieri si impose per 3-2 sul Basilea con reti di Ménez, Totti e Leandro Greco. Complessivamente, invece, i 3 punti nella competizione mancano dalla vittoria, sempre per 3-2, della Roma di Garcia contro il Bayer Leverkusen: una partita rocambolesca, che porta le firme di Salah, Dzeko e Pjanic.

Il Qarabag entro in confini nazionali spadroneggia, ha vinto 5 campionati, 6 coppe nazionali e 2 supercoppe, è la squadra di rappresentanza del paese. Per gli azeri, il raggiungimento della fase a gironi di quest’edizione della Champions League rappresenta il massimo traguardo all’interno della competizione. In precedenza, la squadra di Gurbanov ha raggiunto i preliminari di Europa League nel 2009/10 e 2010/11, e fu inserita nel girone F del medesimo torneo con Inter, Saint-Étienne e Dnipro nel 2014/15. In quell’occasione gli azeri totalizzarono 6 punti mancando una storica qualificazione ai sedicesimi solo all’ultima giornata: pareggiarono infatti in casa contro i nerazzurri, vedendosi annullare clamorosamente e fra lo scetticismo del pubblico una rete regolare al 94’.

Paolo Sparla

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1 commento

  1. Ragazzi mettiamoci in testa che NOI siamo la piccola, almeno da quando è a capo “braccino corto” Pallotta. Dall’avvento americano in poi vincere una partita di Champions va considerato come un mezzo miracolo sportivo, da festeggiare con caroselli in piazza. Magari vinciamo stasera! Da 7 anni la nuova proprietà ci ha privato di questa gioia in trasferta, andiamoci comunque cauti, la lista di batoste e scoppole americane clamorose è lunghissima.

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