CHIEVO-ROMA, TATTICAMENTE PARLANDO – Trentasettesima giornata del campionato di Serie A: la Roma, sul palcoscenico dello stadio Bentegodi, affronta il Chievo. Il match è fondamentale in casa giallorossa, per mantenere il secondo posto ai danni del Napoli e avvicinarsi alla Juventus capolista. Sull’altra sponda, i clivensi di Maran, che galleggiano a metà classifica, venderanno cara la pelle, con l’idea di onorare un campionato che li ha visti protagonisti di una salvezza tranquilla.

GLI SCHIERAMENTI – In casa Roma, mister Spalletti si prepara a proporre il modulo ormai consolidato nelle ultime gare, ossia il 4-2-3-1. A guidare l’attacco dovrebbe tornare Dzeko, che ha ormai smaltito l’infortunio muscolare. Dietro a lui, oltre a Salah e Nainggolan, spazio ad El Shaarawy. A centrocampo si candida per una maglia da titolare Strootman, dopo la squalifica dovuta alla simulazione nel derby di campionato. Accanto a lui, De Rossi è favorito su Paredes. Dall’altra parte, Maran sembra orientato a schierare il classico 4-3-1-2, con il trequartista Birsa ad ispirare Pellissier ed Inglese. Tuttavia, non è da scartare l’ipotesi del 4-4-1-1, con l’inserimento di un centrocampista in più.

LE CHIAVI DEL MATCH – La Roma, se si troverà davanti il 4-3-1-2, avrà il proprio punto di forza certamente nelle catene laterali, dove spesso si troverà in superiorità numerica. Le due coppie dovranno essere brave a sfruttare questa situazione per creare presupposti pericolosi. D’altra parte, dovrà soffrire in mezzo al campo, dove il Chievo potrà contare su un uomo in più: per questo motivo sarà fondamentale il ruolo di Nainggolan, che dovrà controllare Radovanovic; così come quello di De Rossi, destinato a tenere d’occhio i movimenti tra le linee di Birsa per non far andare in difficoltà il pacchetto difensivo. Diversamente, se mister Maran proporrà un 4-4-1-1, si andrà verso una gara più tattica e meno aperta, con molti duelli individuali, dal momento che i sistemi di gioco si rivelerebbero in sostanza speculari.

Mattia Emili

  • Giov 2008

    Nessuno, a comiciare dai cosiddetti giornalisti, ha nulla da dire che la Roma giochi con la maglia biaca invece che con la maglia sociale. In questa società globalizzata che mi fa schifo.