TATTICAMENTE PARLANDO – Dopo il ritrovato successo in campionato contro il Palermo, la Roma si appresta a disputare l’ottavo di ritorno di Europa League contro il Lione. Una sfida che può valere una stagione per i colori giallorossi e determinare il futuro contrattuale di Spalletti.

GLI SCHIERAMENTI – La formazione capitolina opterà diverse modifiche rispetto alla gara del Barbera, a cominciare dal portiere, dove Alisson rileverà Szczesny. Nel 4-2-3-1, Manolas tornerà a comporre il quartetto difensivo insieme a FazioRudiger ed Emerson. De Rossi e Strootman si riprenderanno il proprio posto in mediana in luogo di Paredes e Grenier (quest’ultimo non utilizzabile nelle competizioni Uefa), mentre davanti il titolare sarà Dzeko, supportato da Salah e Perotti sugli esterni.
Il Lione invece si presenterà all’Olimpico con il classico 4-3-3, riproponendo diversi titolari esclusi nell’ultima partita di Ligue 1 contro il Tolosa, quali: Diakhaby al centro della difesa, Tolisso e Tousart a centrocampo, Lacazette, Ghezzal e Valbuena in attacco.

GLI UOMINI CHIAVE – I francesi possono contare su un tridente rapido e tecnico, con Lacazette punta di diamante, munito di un gran tiro, e con Ghezzal e Valbuena meno precisi in zona gol ma abili nel creare superiorità numerica nelle azioni d’attacco con i loro dribbling. Da non sottovalutare, sotto questo aspetto, neanche Fekir, che però probabilmente partirà dalla panchina. Ruolo nevralgico assumeranno dunque De Rossi e Strootman davanti alla difesa, che nelle operazioni di filtro dovranno preoccuparsi di intercettare in anticipo quanti più palloni possibili, aiutando Fazio & co. nelle azioni di ripiego. Davanti invece i giallorossi si affideranno ad un ritrovato Dzeko che, fiuto del gol a parte, godrà di spazi importanti per colpire, considerate le marcature tutt’altro che irreprensibili di MammanaDiakhaby. Responsabilità importanti anche per Salah, non soltanto negli ultimi 16 metri ma anche in fase di non possesso, con l’egiziano chiamato a pressare i centrali del Lione quando questi imposteranno con la sfera tra i piedi, evidenziandone le lacune tecniche.

I PERICOLI PER LA ROMA – Imperativo categorico per la Roma non lasciare la retroguardia scoperta nelle avanzate a campo aperto dei transalpini. Quando gli attaccanti di Genesio accelerano, fanno male. La foga di voler recuperare quanto prima il passivo dell’andata può comportare un allungo tra i reparti e divenire l’arma letale per i capitolini, considerando anche la brillante condizione atletica che il Lione ha dimostrato di avere. Servirà prima di tutto pazienza tra i giallorossi, chiamati ad acquisire la consapevolezza che in questa partita gli avversari non verranno a gestire il risultato, e che dietro i francesi qualche occasione la concedono sempre.

Paolo Sabatini

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