ROMA-PESCARA, IL FACCIA A FACCIA – Rottura del crociato per l’olandese, lesione al muscolo flessore della coscia sinistra (degenerata in calcificazione) per il laziale. Roma-Pescara è anche storia di infortuni e lente risalite, fatte di sudore, impegno, speranza e fatica. Lo sanno bene Kevin Strootman e Simone Pepe, due calciatori aggressivi, fisici e tignosi, per questo ancor più logorati dall’assenza dal campo. Due anni e mezzo di latitanza per il romanista, tre anni di sofferenze per l’ex juventino, domani possibili avversari in un match che potrebbe rilanciarli.

KEVIN SPRINT, POI IL CALO – L’illusione, prima dello stop. I 620′ giocati dall’ex PSV nelle prime sette di campionato sembravano averci riconsegnato il Kevin di Rudi Garcia, eppure la lombalgia di metà novembre ha riportato tutti coi piedi per terra. La prestazione di Bergamo – mediocre per l’intero collettivo – vede nell’orange il simbolo di un calo fisico evidente e preoccupante. “Ci sono momenti, dopo un inizio brillante, in cui si va incontro a degli assestamenti e ammette Spalletti – si perde un po’ di lucidità. Kevin, sull’anticipazione e sulla velocità di pensiero, ogni tanto fa vedere di dover crescere ancora. Deve continuare a giocare con la stessa importanza di sempre”.

DALLA JUVE ALL’ABRUZZO, LA FORZA DI SIMONE – Le annate alla Juventus, l’infortunio, il recupero e poi l’esperienza a Verona, sponda Chievo. Simone sa di poter dare ancora qualcosa al calcio dei grandi, Pescara è la sua occasione. Oddo, finora, gli ha concesso 141′ di gioco spalmati in 6 presenze. L’ex romanista (zero presenze nella Capitale) non ha mai giocato più di mezz’ora: uno scoglio ancora da superare nell’attuale stagione. Contro i giallorossi serve esperienza, il tecnico biancoazzurro sa di poter contare sulla sua qualità. Serve solo la fiducia giusta.

Riccardo Cotumaccio

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