Roma-Udinese: Alisson impartisce ripetizioni a Scuffet

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ROMA-UDINESE, IL FACCIA A FACCIAAlisson e Scuffet. Da una parte la conferma, dall’altra il flop. Se l’Udinese non brilla non si può dire che le colpe siano appannaggio esclusivo di Scuffet, così come non si può dire, in egual maniera, che lo stesso non ne abbia. Le leggerezze commesse dal friulano alla prima di campionato contro il Chievo potrebbero passare nel dimenticatoio, se a queste non si aggiungesse lo strafalcione di cui il classe ’96 si è reso tristemente protagonista contro il Torino e che diede il là al facile gol di Belotti. Non è un buon momento per Scuffet, non lo è da un po’. Eppure la sua carriera è iniziata sotto la più rosea delle aspettative: l’esordio in Serie A a soli 17 anni (al pari di Buffon), l’Europeo e il Mondiale under-17, lo stage ad aprile 2014 con la nazionale maggiore di Prandelli a Coverciano e tante convincenti prestazioni con la maglia dell’Udinese, lasciavano davvero ben sperare sul suo conto. Fino al momento in cui sulla panchina bianconera non giunse Stramaccioni: il tecnico romano puntò tutto sul portiere della nazionale greca Karnezīs e Scuffet, nella stagione 2014/15, non riuscì a mettere in fila più di 5 presenze fra campionato e Coppa Italia. Dopo un anno di prestito al Como (neopromossa in Serie B), eccolo il 1° luglio 2016 di nuovo a Udine, la sua casa. Scuffet non sembra dare segni di sicurezza e stabilità fra i pali, non azzarda mai un’uscita sicura in presa alta, è sempre trincerato sulla linea di porta e mal gestisce la difesa. Nella sfida contro la Roma il friulano avrà di che imparare da Alisson.

ALISSON – “Ho sempre saputo delle mie qualità, era solo questione di tempo e avevo bisogno di giocare, di mostrare il mio valore in campo”. Già, aveva solo bisogno di mettersi in mostra, di trovare una sana continuità di prestazioni, Alisson; ma con Szczesny davanti non era cosa facilmente fattibile. Il portiere brasiliano quest’anno però si sta dimostrando all’altezza, anzi, sta sbalordendo tutti, o almeno chi in Italia ancora non lo conosceva. Alisson è una molla fra i pali, è robusto e agile, reattivo, rapidissimo nel far ripartire il gioco con mani e piedi ed è in grado, fra le altre cose, di distendersi notevolmente in presa bassa e controtempo. Al contrario di Scuffet, sembra avere anche il carisma del leader, non a caso è il portiere titolare della nazionale brasiliana, con la quale esordì nel 2015: “ha molta personalità, la Roma è in buone mani”, ha detto poco tempo fa l’ex romanista Julio Sergio. Alisson è un acquisto targato Sabatini, che lo prese a 7.5 milioni e ora ne vale molti di più; proviene dall’Internacional, squadra nella quale ha militato sin dal 2002. Se si confermerà col tempo il portento visto contro l’Atletico Madrid, la Roma può sperare non in senso positivo, ma positivissimo: intanto testa all’Udinese e ad un confronto porta a porta, quello con Scuffet, apparentemente inaccessibile per il friulano.

Paolo Sparla

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1 commento

  1. Colpa mia che pensavo che il portiere titolare della nazionale brasiliana e uno che gioca nella seconda metà della classifica sella serie A proveniente dalla B fossero paragonabili… Alisson ha 24 anni, è giovane ma a certi livelli 3 anni sono una vita; Scuffet ha 21 anni e ha ancora tutto il tempo di riconfermare ciò che di buono aveva fatto intravedere.

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