ROMA-NAPOLI, IL FACCIA A FACCIA – Con l’exploit di Lionel Messi nel Barcellona di Frank Rijkaard prima e Pep Guardiola poi, a fine anni 2000 il calcio scopre il nuovo prototipo di attaccante a tutto campo, agile e rapido, dal dribbling semplice e piede vellutato. Il ruolo di ‘spacca-partite’, contropiedista efficace e spesso fatale, è quello che meglio calza addosso a Salah e Mertens, esplosivi in ripartenza eppure spesso protagonisti di cali d’attenzione, neanche fossero in ansia da prestazione. Il “duello rusticano” di Roma-Napoli è tutto tra loro due.

MOMO, CALO DA COPPA D’AFRICA – La rottura parziale del legamento della caviglia e il triste percorso in Coppa d’Africa (persa in finale) hanno concesso al classe ’92 un solo gol negli ultimi quattordici incontri di campionato, di cui sei saltati. Numeri non da Salah, che nonostante ciò corre ancora sulla sua ‘normale’ media reti (dieci reti stagionali contro le quindici dello scorso anno). Merito di tanto lavoro certosino – l’egiziano, reduce da Libreville, è subito tornato a disposizione di Spalletti – e soprattutto di impegno e attenzione, valori noti del classe ’92. La rete al Torino (4-1 finale) gli regala ritrovata fiducia atletica, persa poi nei due match successivi giocati così così a Milano contro l’Inter e in Coppa Italia contro la Lazio. In vista del Napoli è vivo il ballottaggio con Perotti ma lui, l’inarrestabile Momo, spera di spuntarla in extremis per riprendersi l’Olimpico.

DRIES, IL DOVERE DI RIALZARSI – Il belga non segna in campionato dal 4 febbraio scorso, tripletta da favola al Bologna e vetta della classifica cannonieri della Serie A. Poi, a braccetto con il momento no del suo Napoli (tre sconfitte sulle ultime cinque partite), è calato di intensità ed efficacia. Non solo da allora è rimasto a secco, ma di lui si ricordano essenzialmente un paio di clamorose occasioni fallite con Real e Atalanta.  Tuttavia, con venti gol e undici assist la stagione dell’ex PSV sta lasciando pesantemente il segno, nonostante De Laurentiis – profondamente critico nei suoi confronti e di tutta la squadra dopo il 3-1 subito al Bernabeu – sembra non voler far strappi sul suo rinnovo del contratto. Il suo futuro è in bilico come quello dell’intero club partenopeo, atteso a Roma col coltello tra i denti.

Riccardo Cotumaccio

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