Radja e Thomas, lo stile garbato del Rullo

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ATLETICO MADRID-ROMA, IL FACCIA A FACCIA – Il fatto che basti un pari per strappare il pass agli ottavi non deve mitigare la voglia di strafare della Roma. Perché a volte paga bene, strafare, se hai la possibilità di arraffare l’intera posta in palio sul tavolo dei professionisti con una sbracciata. E se la possibilità capita ogni morte di papa, perché sei la Roma, allora è vietato tentennare. Tutto questo avrebbe senso se ragionassi a mente calda. A mente fredda, ti rendi conto che gli avversari di stasera, negli ultimi anni, hanno vinto due Europa League, un campionato spagnolo e sono giunti ben due volte in finale di Champions: nulla accade per caso. La differenza fra le due squadre si è vista tutta nella partita d’andata; era un’altra Roma, però, così come era un altro Atletico Madrid. I giallorossi ancora dovevano ingranare la marcia, i colchoneros credevano di avere i numeri per continuare sulla falsa riga dello scorso anno: ora i ruoli si sono invertiti. Situazione di stallo.

CON RADJA SI PUÒ – Innanzitutto sognare. Il ninja ha dimostrato di essere un composto di fibre muscolari provenienti dallo spazio. In pochi possiedono la capacità di recuperare prontamente da un infortunio come lui, quasi nessuno è in grado di dimenticarsene, scendere in campo nel derby e annichilire gli avversari con il gol che vale la partita. C’è una Roma con Nainggolan e una Roma senza: la differenza fra le due squadre è ancor più netta se si pensa che Di Francesco – autore di azzeccate e calibrate turnazioninon ammetta che quest’ultima ci sia. Radja dà vigore a tutto il centrocampo, è infallibile nei contrasti, riesce a distendersi in scivolata ed arpionare il pallone ovunque si trovi, ha un’intelligenza tattica sopra la media. È uno sgraziato rullo compressore ma conserva nelle sue movenze, sia pure come recondita sfaccettatura di un disequilibrato insieme, un elegante equilibrio incantatore di fondo. Non ci si stanca mai di vederlo giocare. Ogni altra parola è superflua.

OCCHIO A THOMAS PARTEY – È un centrocampista a tuttotondo; dove lo metti, sta. Thomas è cresciuto a pane e pallone: il padre è presidente e allenatore dell’Odumase Krobo, squadra della città da cui proviene, in Ghanda. Arriva nelle giovanili dell’Atletico Madrid nel 2011, i due anni successivi li passa fra Maiorca e Almeria, dove totalizza 68 presenze condite da 9 gol. La scorsa stagione, fra le fila dei colchoneros, comincia a mettersi in mostra. Thomas è un giocatore estremamente fisico, è una diga in mezzo al campo: recupera palloni spezzando il gioco avversario, poi fa ripartire la manovra offensiva dei suoi. In questo altalenante avvio di stagione da parte della squadra di Simeone, il classe ’93 è emerso come uno dei giocatori più in forma, segnando già 4 gol: non pochi per chi gioca nel suo ruolo. Considerato ormai titolare inamovibile, è pronto per prendere in mano le redini del centrocampo rojoblanco. Stasera un occhio in particolare vigerà su di lui.

Paolo Sparla

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