JUVENTUS-ROMA, IL FACCIA A FACCIA – “Quasi amici”, verrebbe da dire in gergo cinematografico. No, il film datato 2011 non c’entra nulla col calcio (anzi, tratta tematiche ben più profonde), eppure il titolo rimanda a un rapporto oggi diviso dai colori del calcio, forse non dalla vita. Quello tra Radja Nainggolan, cuore del centrocampo giallorosso, e Miralem Pjanic, juventino da giugno, nasce nel gennaio del 2014 per poi diventare sempre più intenso, fatto di intesa prima sul campo e poi fuori. Il calciomercato, si sa, fa sempre il suo: come nelle migliori favole oggi i due si ritrovano l’uno contro l’altro nel primo matchpoint scudetto della stagione. E quando c’è di mezzo il tricolore, è noto, non c’è amicizia che tenga.

NINJA, MAI COSÌ SPIETATO – Prima di raggiungere la Capitale, tra Piacenza e Cagliari, la media gol del belga non ha mai superato i due centri stagionali. In giallorosso il crescendo è assicurato: due, cinque e sei reti nelle prime stagioni a Roma. Oggi, a novembre, il bottino dice quattro con tanto di prima gioia europea (all’Austria Vienna) e “qualche” gol pesante (Lazio e Milan). “Contro la Juve sarà una gara difficile e importante – dice il romanista a Sky Sport – per questo ho già detto a Pjanic che non mi deve più parlare (ride, ndr)”. Questione di bla, bla, bla? Forse, eppure Nainggolan lascia di rado spazio a inganni dialettici. “Io alla Juventus non andrei mai a giocare, questo è poco ma sicuro”, tiene a ribadire. Noi vogliamo credergli.

MIRE: PAROLE, PAROLE, PAROLE… – Dire che l’addio di Miralem bruci ancora forte nella piazza giallorossa è forse un eufemismo eccessivo. Certo è che a parole, l’ex gioiellino bosniaco, non ha contribuito a calmare le acque. Fine agosto: “Avevo voglia di cambiare, ma forse mi hanno mandato via per problemi economici”. Ottobre: “Quello che fa la differenza alla Juve è la rabbia di vincere”“Non sono un traditore, anche Totti ha capito. Venuto a Torino per vincere”. Dicembre: “A Roma sai che il derby è importante, qui si sa che devi vincere”. Pare evidente come per il bianconero i due club siano su livelli nettamente differenti. Scontato dire che l’unico fattore in grado di cambargli idea sia il campo. Sta alla Roma vincere questa battagllia: da Nainggolan a compagni.

Riccardo Cotumaccio

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