Ciciretti e Florenzi a scuola assieme

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BENEVENTO ROMA, IL FACCIA A FACCIA – Cosa hanno in comune Florenzi e Ciciretti? Dire il luogo natìo sarebbe banale, dire la fede calcistica altrettanto. Florenzi e Ciciretti sono stati campioni d’Italia con la Roma Primavera nella stagione 2010/11, assieme ai vari Barba e Caprari. Ma non solo, Florenzi e Ciciretti sono legati a doppio filo ad un simbolo indissolubile della Roma, protagonista prima da calciatore e poi da dirigente: Bruno Conti. Il “folletto di Nettuno”, addetto al settore giovanile giallorosso, li scoprì e li indirizzò sulla retta via concedendo loro le opportunità giuste al momento giusto. Nel 2004 Conti scippò Ciciretti alla Lazio e lo portò verso l’altra sponda del Tevere; nel 2010 integrò totalmente Florenzi sotto l’egida di Alberto De Rossi. Domani in campo i due non si affronteranno, visto che uno è fuori per un problema muscolare rimediato qualche giorno fa in allenamento e l’altro deve riposare in vista della sfida contro l’Udinese, ma Benevento-Roma è anche il loro match.

AMATO CICIRETTI, “DRAGON BALL” – Così è chiamato a Benevento per via di quei capelli biondi, chiarissimi. Ciciretti è imprevedibile, intraprendente, ha un buon dribbling, un gran sinistro ed è abile nel creare superiorità numerica. Gioca in alto a destra, ma è estremamente duttile: all’occorrenza può fare il trequartista o il centrale di centrocampo. Dopo una serie di vicissitudini non particolarmente fortunate, sboccia in Serie B con la maglia del Benevento, autore di un grandissimo campionato. Poi arriva il tanto atteso e meritato esordio nella massima serie: il 20 agosto 2017 segna la sua prima rete – e la prima nella storia della sua squadra – in Serie A, realizzando il momentaneo 0-1 nella prima giornata di campionato al Marassi contro la Samp.

FLORENZI , LA LOCOMOTIVA – È un romano vero e se non lo fosse troverebbe comunque il modo di diventarlo. La sua indole è quella del posto, ruvida ma gentile. Proprio come Ciciretti e forse anche di più, Florenzi è un giocatore che fa della duttilità la sua arma migliore: tra settore giovanile e prima squadra ha infatti ricoperto tutti i ruoli del centrocampo a tre e a quattro. Nel Crotone, in Serie B, e alla Roma in più occasioni (l’ultima delle quali pochi giorni fa) è stato impiegato anche come terzino destro. Il doppio infortunio non ha minimamente scalfito la sua integrità: al rientro contro il Verona, dopo quasi un anno di inattività, Florenzi ha sfornato una prestazione con la P maiuscola, senza risparmiarsi alcun colpo e percorrendo in lungo e in largo la sua fascia con lo slancio e la determinazione di sempre.

Paolo Sparla

 

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2 Commenti

  1. Non so se Ciceretti è ancora della Roma, ma io lo riprenderei subito.
    Si buttano soldi per calciatori improbabili e non si valuta bene il prodotto nostrano.
    Poi una volta li c’era Brunoconti che sfornava i Ciceretti I Florenzi, I Pellegrini, ancor prima gli Aquilani e De Rossi, adesso Bruno Conti che fa?
    Ma se tu hai il numero uno dei talent scout non lo puoi mettere a vendere gli orologi, caspiterina.

    • Condivido in pieno, buone potenzialità e tigna per Ciciretti. Avrei evitato di prendere Defrel a cifre allucinanti per il valore dello stesso e ripreso uno dei tanti ragazzi del nostro vivaio che a volte risultano meglio degli acquisti stranieri visti nella capitale. A gennaio lo riprenderei.

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