Dzeko sfida Icardi o viceversa. Quando l’appetito vien segnando

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ROMA-INTER, IL FACCIA A FACCIA – 2ª giornata di Serie A, prima partita casalinga per la Roma, Di Francesco fa gli onori di casa all’ex Spalletti in un Olimpico che si veste a festa per l’occasione: 45 mila e passa spettatori aggrediranno gli spalti dell’impianto. Se RomaInter non è mai stata una partita come le altre, men che meno lo sarà questa volta, visti gli intrichi del recente passato tessuti dal tecnico di Certaldo in giallorosso. “Se lo incontro lo saluto per rispetto. Abbracciarlo? È una parola grossa“, ha detto Totti a margine della cerimonia dei sorteggi per la Champions League – in cui è stato protagonista assoluto – a chi gli chiedeva del Toscano. “Non posso che ringraziarlo perché il calciatore mi ha fatto vincere delle partite splendide: lui è stato un grande falso nueve ma ora ho a disposizione un grandissimo vero nove”, ha replicato oggi in conferenza stampa Luciano Spalletti. RomaInter tuttavia non è solo un voltarsi indietro e rivangare amori mai del tutto sbocciati per incompatibilità caratteriali, è soprattutto una sfida che getta lo sguardo sul presente e che vedrà contrapporsi due che di punti in comune ne hanno parecchi, specialmente se si tratta di gol: Edin Dzeko e Mauro Icardi.

EDIN AL CROCEVIA – Per il bosniaco la prima stagione con la maglia della Roma, quella, per intenderci, dell’addio di Garcia e del ʹbentornatoʹ di Spalletti, è stata ben al di sotto delle aspettative: le soli 8 reti in 31 presenze in campionato attirarono su di lui ingenti critiche e numerose perplessità da parte di molti. Poi si è ripreso, ha tirato fuori gli attributi, il Toscano lo ha rivitalizzato e lo scorso anno ha messo le mani senza indugi sul titolo di capocannoniere della Serie A e dell’Europa League, nonostante la prematura esclusione dei giallorossi dal torneo per mano del Lione. L’ultimo bomber della Roma in campionato fu Francesco Totti, che nel 2007 mise a segno 26 gol, sbaragliando peraltro la concorrenza di Ruud Van Nistelrooy nella corsa alla prestigiosa Scarpa d’oro. L’ultimo calciatore giallorosso in grado invece di vincere la classifica dei capocannonieri di un trofeo europeo fu Rudi Voeller, ben 26 anni fa: era la Coppa Uefa 1990-91 e il “tedesco volante” segnò dieci gol caricandosi sul groppone la squadra e trascinandola in finale. Dunque, 29 gol in 37 presenze nella scorsa stagione, raggiunto Rodolfo Volk che nel 1929-30 ne fece altrettanti in un calcio completamente diverso da quello che conosciamo: basta un piccolo confronto con alcune statistiche del passato per rendersi conto di che numeri siano quelli di Dzeko. Tuttavia il bosniaco con Di Francesco deve ancora confermarsi sul trono dei migliori. Dopo una partita è a secco, mentre il suo rivale è già a quota due gol…

ICARDI, CHE PROGRESSIONE – “Con Spalletti stiamo cambiando. Voglio fare gol pesanti e andare in Champions League”, queste le parole dirette e concise del talento argentino da Singapore, durante la tournée estiva dell’Inter in Asia, in una lunga intervista concessa al Corriere Dello Sport. Centravanti puro, attaccante di manovra, uomo-assist, Icardi è molto forte fisicamente e dotato di uno spiccatissimo fiuto del gol. Inizia la sua esperienza nel mondo del calcio al Vecindario, nelle Canarie, dove segna la bellezza di 384 gol in 6 anni. Poi passa alle giovanili del Barcellona, dalle quali però non riesce ad approdare mai in prima squadra a causa dell’opposizione di Pep Guardiola, che nel 2011 ne approva la cessione. Finisce così alla Sampdoria, dove segna la prima rete il 18 novembre del 2012, nel derby genovese vinto per 3-1 dai blucerchiati. Da qui in poi la scalata: l’anno dopo Icardi passa all’Inter per 13 milioni di euro, il 3 febbraio 2016 diventa il più giovane straniero a raggiungere il traguardo dei 50 gol nella massima serie italiana. Ha chiuso la passata stagione con 24 reti in 34 presenze, appena qualche gradino al di sotto di Dzeko nella classifica dei marcatori. Il confronto a distanza col bosniaco in ottica Roma-Inter, però, sorride all’argentino: in 8 partite contro la Roma, Icardi è andato a segno 3 volte; mentre il bosniaco, in 4 sfide coi nerazzurri, ha segnato solamente un gol. Di Francesco e Spalletti, Dzeko e Icardi, due filosofie offensiviste di gioco (sebbene la seconda più mitigata della prima) per due granatieri dell’area di rigore. I presupposti per uno show di altissimo livello ci sono tutti, ora la parola spetta al campo.

Paolo Sparla

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