Analisi tattica. Il maggior tasso tecnico della Roma ha la meglio su un Sassuolo sfrontato

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ROMA-SASSUOLO, L’ANALISI TATTICA – La Roma approda alla sosta, quanto mai opportuna per rifiatare dopo 40 giorni tutti d’un fiato, dove qualcosa di troppo è stato compromesso e lasciato per strada, rispondendo ai risultati delle antagoniste principali con una vittoria meritata e in costante ascesa di gioco e personalità di interpretazione. Ancora una volta in svantaggio, trend negativo delle ultime prestazioni, i giallorossi hanno saputo reagire e mettere in campo i propri valori tecnici e di temperamento, con uno Strootman sugli scudi e autentico dominatore del centrocampo.

MODULI E SVILUPPI DI GIOCO – Spalletti toglie Dzeko dal suo undici consueto, con El Shaarawy e Salah a dividersi il fronte offensivo e Nainggolan alle spalle, in una sorta di 3-4-1-2 dove gli interpreti difensivi e sugli esterni sono quelli più utilizzati e con Paredes in luogo di De Rossi ad affiancare Strootman in mediana. Di Francesco disegna il suo 4-3-3 dagli sviluppi sbarazzini e ariosi, con i 3 attaccanti che cercano combinazioni sistematiche verso il centro del campo, con le due mezzali molto propositive. Praticamente difende con 5 giocatori bloccati (Missiroli davanti alla linea difensiva che non alza mai, o quasi, i due terzini Lirola e Dell’Orco) e attacca sempre con 5.

LA ROMA VUOLE I 3 PUNTI DA SUBITO MA IL SASSUOLO SE LA GIOCA – L’atteggiamento del Sassuolo sorprende inizialmente i giallorossi, perché gli emiliani hanno una manovra non speculativa, e con spensieratezza rispondono da subito colpo su colpo, con la prima parte di gara dove le occasioni gol si sprecano su entrambi i fronti. Quando la Roma prende campo riesce ad arrivare bene palleggiando nei 30 metri, con Paredes che manovra indisturbato, perché le attenzioni dei centrocampisti neroverdi (soprattutto di Missiroli) sono tutte per Nainggolan, mentre qualche difficoltà i giallorossi la trovano quando si allungano in velocità sugli attaccanti, perché non sempre riescono ad accompagnare l’azione offensiva. L’atteggiamento sfrontato del Sassuolo genera spesso le squadre spezzate in due tronconi, ma la prima a pagare dazio è proprio la Roma, con il Sassuolo che sviluppa bene un’azione con sbocco esterno e successiva manovra di chiusura e attacco alla porta avversaria, tipica di tante esercitazioni classiche di 11 contro 0 da seduta di allenamento, dove l’attaccante che guadagna campo rifinisce in mezzo, per già altri due che occupano l’area, con Politano che opera una finta (anche prevedibile) per Defrel che arriva alle spalle e ribadisce in rete. Gli emiliani sono molto bravi ad attaccare gli spazi, a combinare con i suoi attaccanti, che puntano sempre la porta, e per i giallorossi il pericolo è costante, con Defrel che si tira fuori, portandosi dietro un centrale e permettere i movimenti ad entrare degli esterni che possono giocare spesso l’1 contro 1. Nonostante lo svantaggio la Roma trova sempre le sue geometrie, ma si perde in certe rifiniture di Peres e Salah, o davanti a Consigli, così ci vuole una prodezza balistica di Paredes per cambiare l’inerzia della gara. Con il pari raggiunto, la Roma comincia ad alzare meglio anche gli esterni, lavorando sui cambi di gioco, ma anche a palleggiare a terra, riuscendo a non isolare gli attaccanti. Ma manca sempre l’invenzione e ci pensa Fazio ad involare El Shaarawy verso la porta, con Salah che completa l’operazione sorpasso accompagnando e chiudendo alla perfezione la transizione.

RIPRESA DAI VALORI CHE EMERGONO PREPOTENTI – Di Francesco rientra in campo cercando di andare a prendere alti, con i 3 attaccanti, i centrali giallorossi, obbligando la Roma ad un palleggio più pulito da dietro, ma non sempre è facile per Manolas. Tuttavia i pochi minuti di pressing del Sassuolo non incidono e Spalletti ricaccia in dietro col baricentro gli emiliani grazie all’ingresso di Dzeko (ora si può alzare palla e occupare meglio l’area), ma soprattutto passando ad un 4-3-3 logico, equilibrato, ritmato, e che occupa il campo in maniera armoniosa. Con Emerson e Rudiger terzini, Nainggolan scala in mediana sul centro sinistra (Strootman continua sul centro destra), ricostituendo una mediana solida, alle spalle di 3 attaccanti di pericolosità evidente. Di Francesco con Ricci passa al 4-2-4, ma con Dzeko che trova subito il gol della sicurezza, la Roma vola sulle ali dell entusiasmo. Successivamente, con Perotti per Salah non cambia nulla, con l’argentino che va a sinistra ed El Sharaawy a destra.
Chiedi al mister perché il 4-3-3 non gli piace, nonostante consenta di escludere un giocatore non pensante, confusionario e poco utile agli sviluppi di gioco come Peres, ed al tempo stesso consenta di avere in campo uno tra El Sharaawy e Perotti che diversamente starebbero sempre entrambi in panchina.

Maurizio Rafaiani

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4 Commenti

  1. Al di là della partita di ieri che la Roma non poteva non vincere, Io ho visto un grande Politano una pazzia averlo regalato al Sassuolo per 3 milioni e mezzo adesso quanto vale?

  2. Il sultano e’ arrivato sorridente e pian piano e’ calato nell’umore piu’ nero con l’affermarsi dei compagni. Colta dalle telecamere una faccia scura dopo il gol giallorosso.
    Di pari passo l’umore delle “menti obese” che lo seguono.In questo forum ce ne sono di pesantissime.
    La societa’ dovrebbe liberarsi di questo partito guidato dall’azionista privato di maggior peso con al seguito un clan di pseudo-giornalisti che ci ammorbano da anni. Non sara’ affatto facile.
    Forza Lucio !

    • Questa e’ una chiara evidenza che la realta’ non e’ unica. Esiste una realta’ per ognuno di noi e sono tutte diverse..addirittura contrastanti.
      Viviamo in universi paralleli, in cui anche l’immagine della nostra Roma e’ contrastante.

      Forza Roma!

  3. Certo che con tutte queste elucubrazioni tattiche e questi funambolismi dialettici ‘non si vincerà mai un tubo. Il calcio, quello vero, quello giocato, è un’altra cosa.

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