ANALISI TATTICA – Si spegne sulla sassata di Nainggolan, che scuote clamorosamente la traversa, la stagione della Roma, con i suoi interrogativi che ora non riguardano più solo la permanenza, o meno, dell’attuale guida tecnica, ma anche l’incertezza sulla qualificazione diretta alla Champions (di vitale importanza per le casse) sempre più minacciata dal Napoli in ascesa di gioco continua.

MODULI E SVILUPPISpalletti prosegue con la difesa a 4, con sugli esterni Rudiger e Mario Rui, con Nainggolan equilibratore della linea mediana, che in fase di possesso giostra alle spalle di Dzeko, salvo ripiegare sotto palla, aggiungendosi a De Rossi e Strootman chiudendo a centrocampo in fase di non possesso; a completare il reparto offensivo è,stavolta, Perotti a vincere il ballottaggio con El Shaarawy, alle spalle di Dzeko e Salah; Gasperini sceglie la densità in mezzo al campo con un 5-4 -1 dove Petagna funge da appoggio,con i 4 centrocampisti alle spalle che si buttano negli spazi senza palla,e lavorando sul rimorchio dell azione appoggiano su Petagna, per poi andare dentro a rimorchio dell azione.
L’ATALANTA SORPRENDE LA ROMA – Sin dall’avvio è evidente come l’Atalanta riesca a presidiare gli spazi centrali in maniera netta, con una densità che consente supremazia territoriale e controllo del centrocampo, con la consueta marcatura a uomo tra i centrocampisti, tanto cara a Gasperini, dove Kessie e Nainggolan giocano una partita nella partita, con il gioco delle coppie che vede Kurtic occuparsi del primo palleggio di De Rossi, Freuler con Strootman, mentre Cristante aiuta Conti nella catena di destra contro Rudiger; ma è l’aggressività al portatore di palla avversario che scava la prima differenza significativa del primo tempo di marca orobica, con una pressione sia portata singolarmente, che di squadra, una attenzione per la chiusura delle linee di passaggio dall’esterno del campo verso il centro; davanti alle due aree i centravanti hanno compiti ben precisi, con Dzeko che viene preso in mezzo dai 3 centrali nerazzurri, ma senza ricevere sostegno dai compagni, nessuno dei quali riesce ad andare a giocare alle sue spalle; sugli esterni l’Atalanta va a prendere molto alta Mario Rui, obbligando la Roma a palleggiare da dietro, ma in maniera disordinata e approssimativa; di contro Petagna cerca di allungare i centrali giallorossi consentendo i movimenti,ad entrare, dei centrocampisti a rimorchio, e la mancata lettura di tale inserimento diventa fatale nel siglare il primo step della gara a favore degli uomini di Gasperini, con alcune avvisaglie di duello tra Fazio e Petagna già molti minuti prima, dove la Lines difensiva tende sempre troppo a schiacciarsi dentro all area di rigore.
ROMA IMPRECISA NEI PASSAGGI – Ma la Roma non legge neanche gli spazi alle spalle degli avversari quando scalano alti sui suoi esterni, e il palleggio diventa problematico, con la densità avversaria che in mezzo al campo crea imbarazzo al portatore di palla giallorosso; non esiste pulizia di gioco, e la Roma si perde gradualmente in un possesso palla vanificato da errori di disimpegno e passaggio banali, e anche quando riesce a scoprire linee di passaggio attraverso qualche giocata dietro alle linee, viene poi tutto sistematicamente cancellato da un errore di misura del passaggio o di rifinitura; il primo tempo diventa quindi più un problema di precisione e dei passaggi,più che un problema di muoversi di più senza palla, così come Perotti deve cominciare a vincere qualche 1 contro 1 e creare superiorità, e Salah giocare più sul dai e vai.
REAZIONE VEEMENTE AD INIZIO RIPRESA – Nell’intervallo la squadra riesce a scuotersi,e nella ripresa entra da subito in campo una squadra trasformata, che con orgoglio e qualità, riesce a cambiare l’inerzia della gara; anche se con Peres terzino e Rudiger centrale al posto di Manolas non cambia nulla, perché è più il cambio di atteggiamento e la concentrazione e attenzione nei passaggi che permettono di rientrare in partita; Salah comincia a lavorare sul dai e vai, Perotti va a cercare le superiorità numeriche con l’1 contro 1 sugli esterni,e il pari immediato è conseguenza dell atteggiamento positivo della squadra, e per almeno 30 minuti è l’Atalanta a non trovare più i tempi del pressing e la possibilità di alleggerire il forcing giallorosso, anche perché il baricentro degli uomini di Gasperini è sempre medio – basso; per evitare di farsi schiacciare troppo il tecnico bergamasco inserisce prima Cabezas e successivamente Paloschi, il tutto non prima (da parte di Spalletti) di avere innalzato il potenziale offensivo con l inserimento di El Shaarawy, che sposta Perotti dietro a Dzeko; ma il destino della stagione rimane segnato, e si spegne sul 26esimo e 27esimo palo stagionale, e dell’ennesima e stucchevole passerella finale di pochi minuti di Francesco Totti.
Maurizio Rafaiani

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