“IL FUTURO E’ TUTTO DELLA ROMA”

IL ROMANISTA (V.Meta) – E’ trascorso un anno da quando l’era Sensi alla Roma chiudeva definitivamente i battenti. Il 18 agosto 2011 si registrava il definitivo passaggio del club giallorosso in mani americane. Nell’occasione, ieri, la dirigenza giallorossa ha voluto fare il punto della situazione. Il primo ad aver rilasciato un commento è stato Claudio Fenucci: «Il futuro è della Roma» ha detto l’amministratore delegato in una lunga dichiarazione rilasciata all’Ansa. Come spiega ‘Il Romanista’Fenucci ha tratteggiato le linee guida che ispirerano la gestione della società: «La progressiva costruzione di una squadra, in grado di assicurare competitività immediata e futura al club; l’avvio di un processo di ristrutturazione finanziaria, non facendo mancare comunque risorse per gli investimenti sportivi; un diverso approccio per tutte le attività di marketing, orientate sempre di più alla soddisfazione delle esigenze dei tifosi e dei nostri sponsor. Vogliamo essere stabilmente al vertice, sviluppare adeguatamente il brand, progettare e costruire la nostra nuova casa». Gli obiettivi rimangono gli stessi: «Costruire un club strutturalmente e autonomamente forte, organizzato, moderno e aperto al mondo, non ce ne sarà più per nessuno. Il futuro sarà nostro, forse molto prima di quanto pensiamo». prova a tracciare un bilancio anche Franco Baldini: il direttore generale, a un anno dall’inizio della sua seconda esperienza in giallorosso, parla senza nascondere una certa soddisfazione. «Ma per me non è nemmeno un anno, anche se a volte mi sembrano dieci, perché in realtà sono arrivato soltanto a metà ottobre. Non so dire le cose che abbiamo fatto, se siano state buone o meno, se saranno servite oppure inutili. qualcuno che avrà titolo per farlo, oltre al tempo, lo dirà. Posso dire di come le abbiamo fatte, ed è stato dedicandovici tutto. Abbiamo avuto e abbiamo tutta la libertà del mondo nell’operare e in cambio assumiamo un’enorme responsabilità, ma qualsiasi cosa sarà successa lo sarà solo perché le nostre scelte alla fine l’avranno determinata”.

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