L’addio a Maldera, campione gentiluomo

IL CORRIERE DELLO SPORT (S. Di Segni) –Era un gentiluomo. Troppo buono e troppo distante da questo calcio, per riuscire a convivere con intrallazzi e compromessi. Quando allenava le giovanili della Roma rimaneva scosso dal modo in cui alcuni padri avanzavano pretese per i propri figli“, queste le parole sussurrate da qualcuno durante il funerale di Aldo Maldera, tenutosi a Fregene ieri, come riporta il Corriere dello Sport. Il bomber Roberto Pruzzo non si dà pace per aver perso il compagno di quello scudetto indimenticabile dell’83, quello con Conti, Tancredi, Nela, Faccini e Superchi. Ieri con loro il dottor Ernesto Alicicco, lo storico massaggiatore Giorgio Rossi, il figlio del presidente Dino, Ettore Viola, Luciano Spinosi, Ezio Sella, Roberto Negrisolo, Antonio Di Carlo, Maurizio Cenci, il preparatore Gaetano Colucci, che in un vecchio poster della squadra tricolore è seduto proprio accanto ad Aldo. Gli sguardi dimessi di Giuseppe Giannini e Stefano Desideri testimoniano la breccia di Maldera, anche nei cuori delle nuove leve di quella Roma. Ieri in chiesa con la famiglia c’erano tanti tifosi, di fronte a quello stendardo del club piantato accanto alla bara. In serata il Milan, attualmente in tournée, invierà una corona di fiori al cimitero di Bresso, dove la salma sarà tumulata.

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